Le lesioni al menisco – specie per chi pratica sport (ma non solo) – rientrano tra le più diffuse patologie ortopediche.

Questo accade per diverse ragioni: innanzitutto il ginocchio è l’articolazione più complessa di tutto il corpo e inoltre è tra le più delicate e vulnerabili.

La vulnerabilità è data dal fatto che il ginocchio è il punto in cui si uniscono 3 importanti ossa: il femore (osso della coscia), la tibia (osso della gamba) e la rotula. A fare da cuscinetti tra queste tre ossa due pezzi di fibro-cartilagine il cui ruolo è quello di attutire i movimenti di femore e tibia e che sono chiamati, appunto, menischi.

Perché un menisco può lesionarsi.

Le cause di lesioni al menisco sono tante e le tipologie di lesione vengono catalogate in base all’aspetto e alla zona interessata.

Generalmente gli atleti sono più esposti a questo rischio proprio per l’attività sportiva che praticano e che spesso li costringe a bruschi contatti con altri atleti durante l’attività e con il pavimento (si tratta di lesioni meniscali traumatiche).

Però è necessario precisare che anche le persone più anziane sono spesso esposte a questo rischio (nella maggior parte dei casi si tratta di lesioni meniscali degenerative).

Come avvertire la lesione al menisco.

Quando il menisco si lesiona può accadere che l’infortunato riesca comunque a camminare a distanza di ore.

Quello che accade sempre, però, è che il ginocchio diventa gradualmente sempre più rigido e gonfio. In altri casi può addirittura succedere di non riuscire più a muoverlo o più a stenderlo e questo chiaramente dipende dall’impatto e dal tipo di lesione subita.

  • Lesioni longitudinali.
  • Lesioni orizzontali.
  • Lesioni radiali.
  • Lesioni complesse.
  • Lesioni tipo flap.

Ciò che le accomuna è che se le lesioni vengono trascurate possono peggiorare e portare quindi il soggetto infortunato incontro all’intervento, senza alcuna alternativa.

Menisco lesionato: come intervenire.

Il parere di uno specialista è fondamentale in questi casi. Aiuterà a capire come procedere, se intervenire chirurgicamente o se invece definire un’azione riabilitativa.

La visita Ortopedica e Traumatologica prevede una serie di azioni finalizzate a capire l’entità e la gravità della lesione.

Lo specialista verifica, palpando, se il dolore interessa effettivamente la zona occupata dal menisco e muove la gamba del paziente in avanti e in rotazione. Se durante questo movimento il ginocchio ha uno scatto la lesione è accertata.

Ultimata questa prima parte l’ortopedico e traumatologo sottopone il paziente a radiografia e spesse volte, per una diagnosi più esatta, anche a risonanza magnetica.

Una volta accertatosi del tipo di lesione (dimensioni e posizione), dell’esistenza o meno di lesioni associate, delle condizioni del ginocchio pre-trauma, dell’età del paziente e del tipo di attività fisica a cui questo si sottopone quotidianamente, l’ortopedico definirà se intervenire chirurgicamente o no.

Il Trattamento Chirurgico

Il Trattamento Chirurgico prevede generalmente l’Artroscopia, procedura chirurgica più comune.

Una microcamera viene inserita per rimuovere (in parte o del tutto) o riparare la lesione, attraverso una piccola incisione fatta sulla pelle dopo aver anestetizzato la zona (anestesia locale). È un intervento chirurgico molto veloce (10-20 minuti) e che può essere fatto stabilendo un Day Hospital.

È sempre preferibile riparare il menisco lesionato anziché rimuoverlo (la rimozione – quando necessaria – deve essere quanto più selettiva possibile e risparmiare la parte del menisco non lesionata) ma è anche vero che la riparazione non è sempre possibile. Per riparare la lesione al menisco è necessario che la zona interessata sia quella nella zona che riceve l’apporto di sangue, cioè il 1/3 esterno del menisco (questo accade il 6% delle volte in cui il menisco si lesiona, quindi poche volte).

Qualora si possa riparare la lesione, l’intervento chirurgico può durare anche 30 minuti.

Al contrario, i restanti 2/3 del menisco (quelli che mancano di apporto sanguigno) se lesionati non possono guarire ma vanno rimossi e asportati chirurgicamente.

Poiché l’asportazione dipende dall’entità e dalla grandezza della lesione, è sempre consigliabile intervenire subito e non lasciar passare del tempo, altrimenti l’asportazione potrebbe divenire più abbondante e il rischio di contrarre l’artrosi del ginocchio aumenterebbe.

Quando viene asportato il menisco in un paziente giovane e magari con un buon livello di attività fisica, si può predisporre anche il trapianto del menisco proveniente da un donatore o da un tessuto biocompatibile di sintesi che viene poi “riabilitato” da tessuto biologico.

A intervento chirurgico concluso lo specialista stabilisce qualche giorno di riposo per il paziente e, al termine di questo periodo, l’inizio della fase riabilitativa.

Questa è utile a ripristinare la mobilità del ginocchio e la forza muscolare e prevede sempre anche l’uso delle stampelle fino al momento in cui il paziente torna al movimento senza difficoltà, solitamente 10 giorni.

Il Trattamento NON Chirurgico

Quando la lesione al menisco è di piccole dimensioni può anche non essere necessario l’intervento.

In questi casi lo specialista prescrive riposo, impacchi freddi, utilizzo di ghiaccio, bendaggi e farmaci anti infiammatori e, lì dove possibile, per i primi giorni chiede al paziente di tenere la gamba in una posizione più alta rispetto a quella del cuore.

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